Carisma e Spiritualità

1. Il nome di Missionarie del Sacro Cuore di Gesù è un progetto di vita: siamo portatrici dell'amore del Cristo al mondo.

2. Il Cuore di Gesù, intimamente partecipe della vita del Verbo Incarnato, manifesta l'Amore misericordioso della Trinità che compie la Redenzione.
Amando il Padre nell'Amore sostanziale, il Figlio si dona per noi. Nel momento in cui la Passione si compie nella Morte, che è attesa di Resurrezione, dal Cuore aperto di Cristo esce sangue ed acqua: l'immolazione è resa feconda dallo Spirito di vita.

3. Francesca Cabrini è attratta dal Cuore di Cristo, che ama gli uomini come nessun altro ha mai amato. Di fronte al mistero di questo amore interroga se stessa e vuol penetrare nella profondità delle parole e dei sentimenti di Gesù.
Guidata dallo Spirito, nell'umile atteggiamento di ascolto e di risposta, cerca di comprendere l'amore di Gesù, la sua misericordia verso i peccatori, la sua compassione verso i poveri, la sua pietà verso i sofferenti di ogni specie, la sua fermezza verso chi ha bisogno di orientare la propria vita, la sua commiserazione verso chi perde se stesso e gli altri rifiutando la luce.
Docile alla mozione dello Spirito, lo lascia operare in se stessa per imparare ad amare come Gesù. Si spoglia gradualmente e generosamente di ogni suo proprio interesse per condividere le disposizioni d'animo e gli atteggiamenti di Gesù, nel cui Cuore vede compiersi, in perfetta sintonia con la volontà del Padre, l'opera della Redenzione.
In questa totale donazione all'« amore unico », Francesca Cabrini accoglie in se stessa il piano redentivo e partecipa all'azione salvifica di Dio in Cristo.

4. Immedesimarsi in Gesù è la tematica costante della sua vita. Dal Cuore di Cristo impara la mitezza e l'umiltà, è irresistibilmente attratta dalla semplicità, perché Dio «parla al semplice ed umile di cuore che cammina nella verità».
Questo rapporto intimo e confidenziale è vissuto da Madre Cabrini nell'amore all'Eucarestia, presenza viva e personale del Cristo.
Ella vive l'immedesimazione con il Cristo nella consapevolezza della sua povertà di creatura, imparando da Maria ad accogliere il dono di Dio nel silenzio adorante e nell'abbandono alla volontà del Padre. Come Maria, si dispone ad attendere il manifestarsi di Dio in una attesa che non è passività, ma segreto e profondo lavorio per adeguarsi allo Spirito, che opera in Lei le sue profonde trasformazioni.

5. Giunta la pienezza del tempo, chiamata dal Padre e consacrata dallo Spirito, Madre Cabrini si sente mandata a collaborare al piano redentivo nell'Istituto, che dall'amore prende vita e che Ella vede come «opera» del Cuore di Gesù.
Vive il suo momento ecclesiale nella dimensione di uno slancio missionario che la travolge dal primo istante della sua cosciente donazione a Dio e la incalza per tutta la vita. Sorretta da Lui, nulla l'arresta, neppure le esperienze più audaci quando siano giustificate dalla maggior gloria di Dio e dall'impegno di portare Cristo agli uomini.
Lo spirito del Vangelo, la parola della Chiesa espressa dal Papa, il grido dei sofferenti, la miseria dei poveri, la tragedia degli abbandonati suscitano in Lei una forza di azione che, alimentata dall’intima unione con il Cuore di Cristo, le infonde lo zelo e l'audacia espresso dal motto Paolino che fa proprio per tutta la vita: «Omnia possum in Eo qui me confortat».

6. Madre Cabrini, con le sue prime compagne, vuole essere come Gesù e con Gesù nella fatica, nella sofferenza, nella gioia di ogni giorno. Con Lui accanto ai fratelli per far nascere l'uomo nuovo nell'amore del Cristo Redentore, cooperando a riparare la rottura fra l'uomo e Dio con l'annunzio del Vangelo nella catechesi, nell'educazione, nell'assistenza sanitaria e sociale e in altre attività rispondenti alle esigenze della Chiesa.

7. Dio chiama anche noi all'intima esperienza di sé, nella condivisione dello stesso spirito di Madre Cabrini e nella particolare missione da Dio affidata in Lei all'Istituto, nella Chiesa.
Il carisma cabriniano, che ci ha attratte, ci pone nel Cuore di Gesù e ci impegna ad un graduale movimento di distacco da ogni interesse proprio per far vivere in noi Cristo fino a poter dire con l'apostolo: «non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me».
Siamo chiamate da Dio e da Lui consacrate a vivere in comunità l'ideale missionario cabriniano.
Unite a Gesù e nutrendoci di Lui nell'Eucarestia, Pane di vita e di unità, riceveremo forza per vivere comunitariamente l'esperienza del suo amore e del nostro reciproco amore, alimentando in noi un autentico spirito missionario.

8. Cerchiamo con tutte le nostre forze di penetrare il senso della vita evangelica di Gesù. Impegnamoci con cura, in un atteggiamento di costante conversione, a fare nostre le disposizioni di compassione e di misericordia, la sollecitudine verso gli altri, la fermezza nel promuovere il bene e a vivere l'amicizia come Gesù. Impariamo da Lui ad amare come Lui ha amato con il suo cuore d'uomo.
Siamo povere e fragili, ma Dio è la nostra forza. Quando ci apriamo alla grazia, diventiamo capaci di accettarci come siamo, ma disponibili a divenire quello che ancora non siamo, a comprendere le debolezze e le miserie degli altri, ad aiutarci a vicenda con delicatezza e bontà. Rese nuove dall'Amore, in Cristo e con Cristo, cooperiamo a dar vita all'umanità nuova del Regno.
Lasciamoci condurre con piena fiducia dove lo Spirito vuole, nella semplicità del cuore che cerca solo il Signore, come Maria, che nel silenzio ascolta, si abbandona alla volontà del Padre, si immedesima con Cristo e, accogliendolo in sé, lo porta.
Ogni nostro sentimento, ogni nostra sofferenza rechi l'impronta del Cristo, perché il mondo lo conosca, lo ami, lo glorifichi. Lavoriamo con Gesù perché si estenda e si esalti la gloria del Padre, che Gesù ha sempre cercato, e si compiano i disegni suoi nella sua Chiesa. Cerchiamo Lui con grande fedeltà, con umile fiducia ed audacia, facendo nostro il motto paolino: « Tutto posso in Colui che è la mia forza ».